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Cara Veronica, il film che ti racconto oggi si chiama Enemy e parla di un tizio che di mestiere fa il prof di storia e non guarda mai film e vive da solo tranne a volte una ragazza bionda, e sembra triste, a volte, ma la maggior parte delle volte non sembra niente.

Cara Veronica, mi piacerebbe che prendessi in considerazione l’ipotesi di lasciarmi andare.

Un giorno un suo collega gli parla di un film e gli dice che dovrebbe vederlo e allora lui lo va a prendere al videonoleggio e comincia a guardarlo sul suo pc portatile, di notte, nell’afa dell’appartamento. Mentre di là dorme la ragazza bionda. Il tipo guarda un pezzo di film, poi stoppa e va a letto con la ragazza. La notte dopo guarda un altro pezzo di film. Di giorno va a fare lezione di storia ai suoi studenti, ha la faccia stanca, i vestiti stropicciati. Le notti seguenti guarda altri pezzi del film. Certe volte si addormenta. Certe volte la ragazza non c’è.

Cara Veronica, non voglio che mi lasci andare subito, per il momento sto ancora bene, ma la nostra connessione non potrà durare per sempre, questo lo capisci.

Una notte, in una scena di quel film che guarda a pezzi tutte le notti, il tipo vede un attore che è uguale a lui. Allora va nei titoli di coda per vedere come si chiama. Lo cerca, scopre che abita in città. La città è senza nome, grande, sembra coprire tutto il mondo. Una città gialla, senza persone tranne il tipo e la ragazza bionda. La ragazza a volte non c’è.

Cara Veronica, tu ci sei sempre. Una volta me li facevi vedere tu, i film, ricordi? Adesso invece sono io che te li racconto. E domani, chissà cosa sarà domani.

Il tipo si mette in testa di parlare con l’attore uguale a lui. Una notte la ragazza non riesce a dormire, si veste e se ne va. Il tipo non dice niente.

Il tipo si apposta sotto al palazzo dove vive l’attore e scopre che l’attore è sposato con una ragazza bionda che sembra la ragazza bionda di prima, ma se si guarda bene si capisce che non è lei, è un’altra ragazza bionda molto simile a quella di prima. La differenza più grande è che questa seconda ragazza bionda è incinta.

L’attore e il protagonista del film, invece, sono uguali, entrambi impersonati dall’attore Jake Gyllenhaal. L’attore è un tipo sicuro di sé, coi vestiti puliti e stirati, gira in moto, ha un bell’appartamento. L’altro, il prof di storia, ha la faccia stralunata, i vestiti stropicciati, l’ho già detto, gira su una utilitaria bianca mezza scassata, vive in un monolocale anonimo, non guarda film e l’attore diventa il suo nemico, la ragazza bionda a volte c’è a volte non c’è. E lui diventa il nemico dell’attore. Perché, come diceva Dürrenmatt, io sono il mio nemico, tu sei il tuo.

Cara Veronica, poi ci sono dei ragni. L’attore e il tipo stralunato si scambiano la vita. Il tipo stralunato finge di essere l’attore e va a una serata pesa tipo Eyes wide shut dove donne nude con tacchi a spillo calpestano ragni. L’attore finge di essere il tipo stralunato e va a letto con la ragazza bionda nel monolocale anonimo. A un certo punto non si capisce più chi è l’uno e chi è l’altro.

Cara Veronica, poi c’è anche un ragno gigante, e un altro ragno ancora più gigante, enorme, che sovrasta la città sconfinata. E la città è gialla. E il cielo pure. Se lo trovi, questo film, possiamo guardarcelo assieme. Io lo rivedo volentieri. C’è solo in lingua originale senza sottotitoli ma non è un problema, parlano pochissimo, mi sa che addirittura ci sono meno battute che in Terminator. Te lo ricordi Terminator? Lo guardammo insieme, insieme ma distanti, quando ancora i cavi non me li avevi spinti fino in fondo, te lo ricordi, non voglio essere pesante ma ti invito a ricordare e perdonare e soprattutto considerare il fatto che nessuna connessione è per sempre.

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Antonio Koch
Antonio Koch è nato a Bologna e scrive cose. Alcune di queste le legge in pubblico, altre le legge a mente, altre le dice in pubblico ma non le scrive, altre ancora le pensa e poi se le dimentica senza averle nè scritte nè dette. Non è uno pseudonimo. E' un tipo tranquillo. Un giorno morirà.