IO N'ESCO - Marvis LabL
Effetti del sonno criogenico sulle storie d’amore
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Il nono pezzo
14 settembre 2017

Allegra e Fraccy si trovarono contemporaneamente a sostenere che curarsi degli altri con
preoccupazione plateale e senza andare per il sottile, addestrare i gesti alla benevolenza, allenare
i muscoli a esprimere, con movimenti agili, un atteggiamento pietoso, rimuovere i tic che avrebbero
potuto tradire insofferenza, cruccio o invidia, sarebbe stato l’unico scopo della loro vita. Questo il
talento evidente che credevano di aver ricevuto per ereditarietà o, più probabilmente, per grazia,
sin da bambine. L’ascolto.
Ma Fraccy Carla, per quanto ce la mettesse tutta, faceva fatica a smettere di raccontare. Allegra
Saudaggi cominciava a non poterne più di queste storie e smanettava col cellulare. E fu così che
mentre Fraccy Carla
– Ah, una volta Altèro si è slogato il polso e non ti dico al pronto soccorso. Eh, negli ospedali il 60
per cento delle femmine ha i leggings neri, molte stanno con gli stivaletti estivi chiari, dritte
insicurissime, coii fogli in mano, sì, hanno dei fogli, tanti fogli che tremano e si guardano intorno e
ti guardano intorno, ma non ti vedono. Il 10 per cento, invece, indossa tute da ginnastica e sono le
femmine un po’ più pienotte, hanno scarpe della nike e dondolano camminando
in quel mentre, Allegra Saudaggi
– Sì, perché quando stai almeno dal 2012 sui social ti succede che dal 2014, dopo due anni di
assuefazione, salti le foto tipo d’autore, il cinema d’autore, il pensiero d’autore, i libri sui divani,
sparsi a caso, il nome dell’autore con lo zoom, le pellicole srotolate sui tappeti, ma soprattutto il
pensiero del contatto d’autore abbinato alla foto bizzarra. Allora tu con la rotella del mouse
impazzita vai giù giù giù a cercare il pensierino ma
– Sono quelle tipe he sorridono come fossero le più belle.il restante per cento è coloratissimo, ma
per questo anonimo, passa e vedi macchie di colori, te le dimentichi, non stavano con te, non le
sai per
– Allora capirai che cerchi disperatamente uno stato tipo – oggi la mamma ha stirato-, oppure –
Alessandro è compagno di banco di Giorgio -. Ti ricordi improvvisamente che i pensierini
esistono – Ma Dalì scioglieva gli orologi nel fulcro col writing immediato? -. E la rotellina va giù,
ma niente. Poi noti Giorgio e Alessandro, e sei felice, approfondisci, clicchi e scopri che
Alessandro è gay e Giorgio pure. E va benissimo – va be’ erano comunque compagni di banco –
se non fosse che c’è un articolo mostruoso, enorme, con i sovralink che ti portano ai video anche
spagnoli volendo, sul problema di Giorgio e Alessandro che erano compagni di banco ma poi
tutte le condizioni, le agglomerazioni, le influenze, i fattori, la genetica, la politica, le canzoni, i
mist
– Non le sai. Negli ospedali quasi tutte le femmine hanno dei maschi che mentre loro mangiano
grossi panini con ingredienti vari, ma se sbirci vedi solo pomodori, passeggiano con le ginocchia
dei bambini appoggiati all’avambraccio, capisci?
– Ai misteri vai a letto e chiudi la porta perché ti piglia paura. E allora scendi con la rotella
impazzita per cercare la mamma che stira. Tac e trovi che Il Philips è il migliore, è un ferro da
stiro poeta, quando stira fa le rime in bianco e nero. Che ci sono gli anticalcare d’autore e di
come si svuota la caldaia nulla. Capisci?
Il cameriere, con il viso da chiusura locale impellente, si avvicinò alle due ragazze con lo scontrino,
mentre le saracinesche di Wosabi calavano – il Day one è rotto -.

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Rosamaria Caputi
Rosamaria Caputi, catanese-ripostese. Vive a Roma. Attrice di prosa, diplomata alla Scuola d’Arte Drammatica Umberto Spadaro del Teatro Stabile di Catania. Ha studiato Critica teatrale e cinematografica al Dams di Roma. Ha pubblicato poesie, scrive per il teatro e anche ”,Narrativa”.